Dati e privacy 8 Luglio 2026 4 min di lettura

Dove finiscono i dati del tuo catalogo quando usi una ricerca AI

Dietro a un servizio di ricerca AI ci sono quasi sempre tre soggetti, non uno. Le cinque domande da fare al fornitore per capire dove passano catalogo e ricerche.

Sfondo astratto scuro con particelle luminose blu e viola

Quando si valuta una soluzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale, la conversazione tende a concentrarsi sulle funzioni. Poi, di solito alla vigilia della firma, arriva la domanda del responsabile IT o del consulente privacy: dove finiscono i nostri dati? È una domanda che conviene farsi all’inizio, perché la risposta cambia il contratto, il costo e i tempi.

La catena che nessuno ti mostra

Dietro a un servizio di ricerca AI ci sono quasi sempre tre soggetti, non uno:

  1. Il fornitore con cui firmi. Quello di cui vedi il logo.
  2. Chi gli affitta l’infrastruttura. Nella maggior parte dei casi un hyperscaler.
  3. Chi fornisce l’intelligenza artificiale. Un servizio esterno a cui il catalogo viene inviato per essere elaborato.

Il tuo catalogo e le ricerche dei tuoi clienti attraversano tutti e tre. Ogni passaggio è un sub-responsabile del trattamento da elencare, un paese da dichiarare e un rapporto contrattuale su cui non hai voce.

Perché è un problema concreto, non teorico

  • Il catalogo è un asset strategico. Non è un elenco di prodotti: contiene assortimento, prezzi, spesso la marginalità e la struttura commerciale.
  • Le ricerche dei clienti sono dati personali nel momento in cui sono associabili a una sessione o a un account. Trasferirle fuori dall’Unione Europea richiede una base giuridica e va documentata.
  • Il costo cresce col successo. Una tariffa a chiamata significa che se il traffico raddoppia, la voce di costo raddoppia — proprio quando la ricerca sta funzionando.
  • In caso di verifica devi rispondere tu. Non il fornitore del fornitore.

Le domande che separano i fornitori seri dagli altri

Indipendentemente da chi scegli, queste cinque domande fanno emergere la catena reale:

  1. In quali paesi vengono elaborati il catalogo e le ricerche? La risposta deve essere un elenco di paesi, non «nel cloud».
  2. L’infrastruttura è vostra o affittata? Cambia chi ha il controllo operativo e quanto sono lunghe le catene contrattuali.
  3. L’elaborazione passa da servizi di intelligenza artificiale di terzi? Se sì, quali, e con quali termini sull’uso dei dati.
  4. I miei dati vengono usati per addestrare modelli condivisi? Deve essere un no scritto nel contratto, non a voce.
  5. Cosa succede ai miei dati se disdico? Tempi di cancellazione e formato di restituzione.

Due modelli a confronto

AI a consumo su servizi di terzi Infrastruttura di proprietà del fornitore
Dove sono i dati Presso più soggetti, spesso fuori UE Nei data center del fornitore, dichiarati
Sub-responsabili Catena da ricostruire Catena corta
Uso per addestramento Dipende dai termini del servizio a monte Escluso per architettura
Struttura del costo Variabile, cresce col traffico Canone prevedibile
Documentabilità Richiede l’elenco dei fornitori a valle Diretta

Nessuno dei due modelli è sbagliato in assoluto. Il primo parte più in fretta e per un catalogo pubblico con traffico modesto può bastare. Il secondo conta quando il catalogo contiene informazioni sensibili o quando devi rispondere a un questionario di sicurezza fornitori.

Come funziona StoreGentic

StoreGentic è un servizio cloud: non viene installato sui tuoi server e non richiede infrastruttura da parte tua. La differenza sta a monte.

L’elaborazione — comprensione del catalogo, ordinamento dei risultati, conversazione — avviene su infrastruttura di proprietà di CodyCloud, in Europa. Non su capacità affittata da un hyperscaler e senza passare da fornitori esterni di intelligenza artificiale. La catena è corta per costruzione: c’è un solo soggetto fra te e i tuoi dati.

In pratica significa tre cose:

  • Alla domanda «dove sono i dati» si risponde con un paese, non con un nome commerciale.
  • Catalogo e ricerche non alimentano modelli condivisi con altri clienti, e ogni negozio è isolato dagli altri con chiavi proprie.
  • Il costo è un canone legato alle dimensioni del catalogo e ai volumi, non una tariffa che cresce a ogni ricerca.

Un criterio pratico di scelta

Se ricadi in uno di questi casi, la residenza dei dati va messa sul tavolo al primo incontro, non alla vigilia della firma:

  • Il catalogo contiene listini riservati o condizioni per cliente.
  • Operi in un settore regolamentato o hai clienti che ti impongono requisiti sui dati.
  • Hai volumi di ricerca elevati e vuoi un costo a budget.
  • Devi compilare un questionario di sicurezza fornitori.

La domanda da fare è una sola: «dove vengono elaborati i miei dati, e chi altro li vede?» La risposta ti dice molto sul fornitore che hai davanti.


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